La marcatura temporale nei documenti informatici: un nuovo strumento capace di conferire data e ora certe e legalmente valide ed opponibili ai terzi.
La marcatura temporale nei documenti informatici: un nuovo strumento capace di conferire data e ora certe e legalmente valide ed opponibili ai terzi.
Sul punto si è espressa recentemente la Suprema Corte (Cass. Civ. n. 4251 del 13 febbraio 2019) che ha ricordato come la cd. marcatura temporale sia il processo di generazione ed apposizione di una marca temporale su un documento informatico, digitale o elettronico, consistente nella generazione, ad opera di una terza parte fidata (cd. Certificatore accreditato, come ad esempio Aruba Posta Elettronica Certificata s.p.a.), di una “firma digitale del documento” cui è associata l’informazione relativa ad una data e ad un’ora certa.
L’apposizione della marca temporale consente infatti di stabilire l’esistenza di un documento informatico a partire da un certo istante e di garantirne la validità nel tempo.
In altri termini, la cd. “marca temporale” è un servizio specificamente volto ad associare data e ora certe e legalmente valide ad un documento informatico, consentendo, quindi, di attribuirgli una validazione temporale opponibile a terzi (cfr. D.Lgs. n. 82 del 2005, art. 20, comma 3, cd. Codice dell’Amministrazione Digitale).
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